LeenO 3.11.2

Questa subversion risolve un problema di inserimento di un componente/riga in prossimità della riga di TOTALE nel foglio di COMPUTO. Sto progressivamente migliorando la protezione delle righe “strutturali” in fase di gestione degli elaborati. La cancellazione accidentale di righe non destinate alla

Sorgente: LeenO 3.11.2

Lettera Aperta sulla Cittadinanza Digitale

Questo testo era nascosto da qualche parte, e oggi è venuto fuori quasi di getto, senza una specifica ragione, perché la mia pazienza nei confronti di tutti coloro a cui è rivolta la lettera è finita, ed è arrivato il momento di parlare chiaro.

Scrivo a te, Matteo Renzi, perché sei a capo di un governo che dovrebbe dare indicazioni di indirizzo tali da creare i cittadini digitali di oggi e – soprattutto – di domani, ma nella realtà non fai altro che perpetuare le posizioni “novecentesche” di chi ti ha preceduto, perché non hai la competenza per capire che siamo entrati nell’era digitale del terzo millennio, e non sei in grado di individuare qualcuno capace di aiutarti in questo percorso.

Scrivo a te, Agenzia per l’Italia Digitale, perché non solo non aiuti il governo a redarre le indicazioni di indirizzo in modo corretto, ma quando lo fai – come nel caso dell’Articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale – sei la prima a non rispettare le regole contenute nei documenti che hai contribuito a redarre, e a utilizzare formati non standard come quelli di Microsoft Office, invece di dare il buon esempio e usare Open Document Format (il formato standard e aperto).

Scrivo a te, Microsoft, perché continui a fare innovazione assumendo avvocati e lobbisti, per difendere le posizioni “novecentesche” che ti hanno permesso – con la complicità dei politici – di creare un impero che condiziona non solo le scelte economiche, perché questo sarebbe il meno, ma le scelte culturali dei cittadini, per tenerli ancorati al passato invece che proiettarli verso il futuro, e proteggere solo i tuoi interessi economici.

Scrivo a te, IBM, e insieme a te alle aziende e agli individui che si riempiono la bocca con il termine open source, perché non conoscete il software libero e quindi temete – o meglio detestate – quella comunità che rappresenta il punto di forza del software libero, in quanto mette sul tavolo – condividendo le proprie conoscenze in modo trasparente – quella forza straripante dell’intelligenza condivisa che è l’unico strumento di innovazione del terzo millennio.

Scrivo a te, oscuro funzionario della Corte dei Conti, che invece di vegliare sul rispetto delle leggi da parte degli enti della pubblica amministrazione, sei stato il primo a infrangerle, chiedendo agli enti di usare per il proprio bilancio un formato proprietario dei documenti il cui uso è vietato dagli Articoli 52 e 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale, per cui ti sei reso colpevole di quel danno erariale che tu stesso dovresti comminare: e se è lo stesso controllore a ignorare la legge, come possiamo biasimare il controllato?

Scrivo a te, imprenditore italiano che fornisci software proprietario alla pubblica amministrazione, perché – nel tuo incommensurabile provincialismo – hai la faccia tosta di continuare a difendere le tue scelte discutibili, in quanto hai usato Internet Explorer e/o RTF su indicazione di Microsoft, dimostrando una preoccupante incompetenza in funzione della tua posizione, invece di abbracciare quell’universo di software e di formati standard e aperti che rappresenta il futuro e spalanca la strada dell’interoperabilità e dell’innovazione.

Scrivo a te, dirigente scolastico, perché accetti in modo acritico la sponsorizzazione

della tua associazione da parte di Microsoft, facendo finta che si tratti di un supporto logistico e non di un elemento della strategia “embrace extend extinguish” (abbraccia allarga annichilisci), e quindi abdichi al tuo prezioso ruolo istituzionale per diventare uno strumento nelle mani di chi va contro gli stessi interessi che tu dovresti rappresentare (e persino difendere).

Scrivo a te, funzionario della pubblica amministrazione, perché nella maggior parte dei casi ti nascondi dietro alla comoda posizione del “fanno tutti così” senza nemmeno chiederti se fare così ha ancora senso, per la qualità del tuo lavoro, e per la trasparenza nei confronti di quei cittadini che pagano il tuo stipendio, e hanno il diritto di chiederti delle scelte che proteggano non solo il tuo posto di lavoro, ma anche l’accessibilità e l’interoperabilità dei contenuti per le generazioni attuali e per quelle future.

E infine, scrivo a te, cittadino italiano, che ti accontenti delle spiegazioni che ricevi – direttamente o indirettamente – da quelli che sono pagati per venderti dei prodotti – personal computer, sistemi operativi e programmi – che perpetuano la tua dipendenza dalle grandi multinazionali, invece che esercitare il tuo sacrosanto diritto alla libertà attraverso lo studio delle alternative disponibili sul mercato, per effettuare una scelta consapevole.

E’ difficile fare un parallelo per descrivere questa situazione, perché in qualsiasi altro mercato esiste una pluralità di opzioni che permette agli individui di fare una scelta – pur influenzata dalla pubblicità – sulla base delle proprie preferenze e delle proprie possibilità economiche. In questo caso, tutti fanno finta che ci sia una sola soluzione, un po’ per convenienza e un po’ per ignoranza, come se si trattasse di un fatto del tutto normale.

In qualsiasi altro mercato, le istituzioni hanno difeso i cittadini nei confronti di quelle organizzazioni che – indipendentemente dalla loto natura – andavano contro gli interessi della comunità, e a vantaggio esclusivamente dei propri. Purtroppo, il mondo delle tecnologie dell’informazione, nonostante la sua enorme importanza strategica, soprattutto per la formazione delle nuove generazioni di cittadini, rappresenta una “sorprendente” eccezione.

In questo momento, invidio i cittadini britannici, perché il loro governo ha avuto il coraggio di prendere una decisione importante, che risolve in modo unilaterale – di fronte a una situazione simile a quella italiana – la maggior parte dei problemi, scegliendo il formato standard dei documenti ODF, e di conseguenza offrendo agli utenti quella libertà che gli utenti stessi non erano in grado di conquistare in modo autonomo. E invidio i cittadini francesi, perché il loro governo sta intraprendendo un percorso simile, che porterà – auspicabilmente – allo stesso risultato nel corso dei prossimi mesi.

E invidio il fatto che il governo inglese abbia avuto la lungimiranza di andare a cercare gli esperti di formati standard e aperti in ogni parte del mondo, non tanto perché ha interpellato anche il sottoscritto – che è esperto solo perché studia e approfondisce quello che non conosce – ma perché ha compreso che l’innovazione si può fare solo con la condivisione della conoscenza, a tutti i livelli, e senza falsi confini.

Rispettosamente, ma non troppo, Italo Vignoli,
Presidente Onorario, Associazione LibreItalia ONLUS

Questo documento viene rilasciato con licenza CC0 (Creative Commons Zero), per favorirne la diffusione a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.

da: Lettera Aperta sulla Cittadinanza Digitale

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LibreItalia è attivamente impegnata nello sviluppare la cultura e le competenze digitali con lo scopo di fornire a tutti i cittadini uguali opportunità di accesso alle tecnologie e uguali possibilità di partecipazione, tramite gli strumenti ICT, alla società della conoscenza. Scopo dell’associazione è svolgere attività di promozione della cultura del software libero e degli open data in ambito pubblico e privato, anche al fine di ridurre il divario digitale (digital divide), considerato oggi una nuova forma di emarginazione sociale.

L’Associazione LibreItalia non ha fini di lucro.

estrarre immagini da un PDF

Naturalmente queste istruzioni starebbero meglio in ambiente Linux (dove nascono). Talvolta però l’uso di Windows diventa una necessità. Questo ormai non è un ostacolo per via delle caratteristiche multipiattaforma di questi programmi. Ma non perdiamoci in chiacchiere…

Xpdf è un visualizzatore e gestore open source per files Portable Document Format (PDF).

ImageMagick mette a disposizione una serie di strumenti per la gestione da riga di comando delle immagini.

Una volta installate queste utility è preferibile indicarne il persorso di ricerca nelle variabili di sistema (solo se stiamo lavorando con Windows).

A questo punto possiamo agire con:

$ pdfimages file.pdf .

In cui: file.pdf indica il file da cui tirar fuori le immagini, mentre “.” indica la directory in cui estrarle. Avremo così a disposizione immagini con estensione .ppm (Portable PixelMap) che andranno così convertite (in ambiente Windows):

C:\dir_delle_immagini\>for %1 in (*.ppm) do convert %1 %1.jpg

mini how-to cs-rcs

ComponentSoftware RCS (CS-RCS) è un potente ed economico sistema di controllo delle versioni per Windows (freeware ad uso personale) . Si basa su GNU RCS.

USO:

In Esplora risorse, selezionare il file di cui si vuole conservare traccia delle revisioni/versioni col tasto destro del mouse e fare click su “Add to RCS“.

Subito dopo è possibile effettuare un controllo dello stato di  acquisizione e, all’occorrenza, effettuare alcune operazioni dal pannello “Revision Manager” a cui si accede con il comando “Revision History…“:

Dal pannello “Revision Manager” è possibile compiere le seguenti operazioni:

  1. View Revision: Vedere la revisione già acquisita (questo non modificherà nè il contenuto del file originale nè la stessa revisione in esame, dato che essa sarà aperta in modalità sola lettura).

  2. Retrieve Revision…: Esportare lo stato di revisione selezionato in un nuovo file (con attributo di sola lettura) che conserverà il nome del file originale con l’aggiunta del numero di revisione selezionato.

  3. Compare revision…: Confrontare la revisione selezionata con il file originale (solo in caso di file in formato testo).

  4. Edit Description…: Cambiare la descrizione della revisione selezionata.

  5. Edit Symbolic name…: Attribuire/cambiare/cancellare il nome simbolico alla revisione.

Dal pannello “Edit Description…” è immediatamente possibile cambiare la descrizione della prima acquisizione.

Dopo aver effettuato la registrazione della revisione del file e dopo averlo eventualmente modificato, nel menu contestuale di Explorer si attiverà la possibilità di acquisire una nuova revisione: selezionare il file, cliccare col tasto destro del mouse e selezionare la dicitura “Check-in“.

Sarà così immediatamente attivata la finestra di immissione della descrizione e dei commenti:

Al successivo acceso al pannello “Revision Manager” avremo questo aspetto:

A questo punto dal pannello “Revision Manager” sarà possibile ottenere un report dell’elenco delle revisioni acquisite cliccando sul pulsante “Report…” che mostrerà il pannello “Revision History“:

Dal pannello “Revision History“, cliccando sul pulsante “Report…“, sarà richiesto un nome di file (è preferibile usare lo stesso nome del file in esame) in cui sarà conservato l’elenco degli stati di revisione in formato HTML che conserverà in una tabella, oltre al nome del file in esame completo del suo percorso di ricerca, il Revision Number  (numero di versione/revisione), il Symbolic Name (nome simbolico), la Check-in Date (data di acquisizione della versione/revisione), l’Author Name (nome di chi ha acquisito la version/revisione – solitamente il nome di chi ha modificato il file), la Description (descrizione immessa al momento dell’acquisizione della versione/revisione).

Spero di riuscire presto a rimpiazzarlo con TortoiseGit, l’interfaccia più cool per il controllo delle versioni (Git).

UltimusFree: la potenza e la flessibilità di OpenOffice.org applicata alla stesura dei computi metrici.

Submitted by giuserpe on Ven, 03/21/2008 – 19:10

UltimusFree è un applicativo per OpenOffice.org specifico per la
stesura di computi metrici estimativi ed affini, rilasciato con licenza LGPL e liberamente scaricabile da qui.

Negli ultimi giorni ho utilizzato intensamente UltimusFree per scelta imposta, pensate un po’, senza averlo mai usato prima.

Era necessaria la redazione di analisi giustificative dei prezzi per una gara d’appalto e, dopo una breve riunione, abbiamo optato per UltimusFree perché l’abbiamo reputato molto conveniente in termini di facilità d’uso e flessibilità rispetto ad altri e più blasonati strumenti che conosco bene ed uso da tempo.

L’uso intenso e concentrato in pochi giorni che ho dovuto farne ed i frequenti feedback da me inoltrati, fino alla persecuzione, a Bartolomeo Aimar (suo ideatore e realizzatore che ritengo parecchio preparato in materia di contabilizzazione di lavori edili oltre che competente con OpenOffice.org) gli ha permesso di correggere alcuni bugs ed aggiungervi interessanti funzionalità.

Ho apprezzato parecchio, e voglio approfittare per ringraziarlo per la grande disponibilità e pazienza offertemi.

Sono certo che UtimusFree, nonostante abbia già raggiunto un buon grado
di facilità d’uso, sia ancora migliorabile e per questo invito chiunque
ne sia interessato a consultarne il sito ed a mandare feedback all’autore. Collaborando possiamo farlo crescere bene.

pdftotext per convertire un file formato PDF in ODS Calc LibreOffice

Discutendone con Bart, siamo inciampati in un file che, nonostante l’uso di pdfcrop, non produceva le righe/colonne che ci aspettavamo: siamo saltati direttamente a pdftotext che è più veloce ed efficace.

$ pdftotext -x 54 -y 100  -W 70 -H 686 input.pdf otput.txt

Dove: -x indica il numero di pixel dalla sinistra del documento, -y  indica il numero di pixel dall’alto del documento, -W e -H rispettivalemte la largezza e l’altezza in pixel del box da ritagliare, a partire dalla posizione -x -y già indicata.

Naturalmente l’output.txt è già in formato ASCII, quindi, a seconda dell’impostazione del suo contenuto, potrebbe essere necessario elaborare ancora con vim oppure semplicemente incollare in Calc LibreOffice.

Un esempio di regexp
/euro ([a-z]*\/[[0-9]*)
<die_z> :%s/.[0-9]./ciaociao/gc
<die_z> (la c fa sì che vim chieda conferma a ogni sostituzione)
<die_z> giuserpe: il ‘.’ che hai scritto è un ‘.’ letterale o sta per “qualsiasi carattere”?
<giuserpe> die_z: letterale
<die_z> giuserpe: allora intanto “escappalo” \.[0-9]\.
<die_z> altrimenti ti trova anche ?4_ con quella regex
<die_z> giuserpe: poi cosa devi fare?
<giuserpe> io faccio :%s\.[0-9]\./connonsocosa/g
<giuserpe> die_z: devo aggiungere uno ZERO
<giuserpe> \.ZERO[0-9]\.
<die_z> giuserpe: nelle regex puoi “marcare” parti del match tra () e poi “riusarle” con \1 \2 \3
<giuserpe> die_z: tradotto?
<die_z> giuserpe: quindi la regex di ricerca diventa \.\([0-9]\)\. e quella di sostituzione diventa \.0\1\.
<die_z> giuserpe: :%s/\.\([0-9]\)\./\.0\1\./gc (se non ho cannato a scrivere)
<giuserpe> fatto

backup con rsync sotto windows

Giusto per rimanere in allegria, anche per quest anno, puntualmente durante le ferie natalizie, non ho voluto farmi mancare il “brivido” della cancellazione accidentale dei dati.

Senz’altro posso dire che, con l’aumentare dell’esperienza, acquisisco sempre più sangue freddo. Ricordo che in passato, in preda al panico, sono riuscito solo a far danno su danno. Questa volta, quasi istintivamente, mi sono allontanato dal PC di almeno un metro e per qualche minuto.

Per saccheggiare i miei stessi dati, mi sono destreggiato in un rm /directory -rf in cui quella directory era il nome di un’intera partizione… E così ho buttato via qualcosa come 380Gb di dati di cui almeno 80Gb indispensabili (tutto ciò che mi riguarda tra lavori, foto e filmati da quando mi accostai al pc alla fine degli anni ’80).

In virtù del mio curriculum, avevo però organizzato altre due copie di questi dati. Ho, comunque, perso diversi indirizzi di posta elettrinca così come gli stessi file batch, sia per Linux che per Windows, che mi permettevano di tenere sempre aggiornato il mio backup.

E’ così, dopo 24 ore di meditazione, ho pensato di tenere sempre a portata di mano, sul solito HD usb non una ma bensì due partizioni “gemelle” di cui una nascosta, agendo nel registro di sistema: una sorta di raid casereccio in differita.

Intanto ho recuperato rsync.exe come indicato in Rsync for Windows. Mi sono, però limitato a prendere solo il minimo indispensabile da CygWin e cioè:

  •  rsync.exe
  •  cygwin1.dll
  •  cygiconv-2.dll

Ho poi compilato un file batch di nome disk_sincro.bat così:

 rsync -uva --fake-super --delete-after --progress /cygdrive/w/ /cygdrive/v 

In modo che, avviandolo, tutto il contenuto del drive w: (la partizione visibile) venga riversato in v: (la partizione non visibile da esplora risorse).

Ho prodotto anche un file batch che copi in una directory, la più remota possibile del PC, solo quei dati che ritengo vitali, in questa maniera:

rsync -uva --fake-super --delete --log-file=rsync_error.log /cygdrive/w/dati /cygdrive/c/COPIE_BACKUP

Infine ho messo il tutto in un’unica directory da cui, di volta in volta, faccio partire la procedura che mi interessa.

Naturalmente ho avuto premura di preparare gli equivalenti script bash per Linux.